Capitolo 11: “L’Ufficio Postale”
Qualcuno bussò alla porta. Era il sindaco Pimpernel con la figlia. Cosa volevano lo sapevano solo loro, Vaniglia era sospettosa e portò il piccolo Pod in camera. Scarlet la indicò e due uomini corsero a prendere il piccolo. Il sindaco disse: “Cara famiglia Periwinkle, mi dispiace dirvelo ma dobbiamo portare Pod al nuovo orfanotrofio”. Orfanotrofio? Ma a Fairy Oak non ce n’è mai stato uno… cosa blaterava il signor Pimpernel?
Cicero prese la lettera che trovammo insieme al bambino e la presentò al signor Pimpernel:
“Cicero, mi dispiace, con tutto il bene che voglio alla vostra famiglia – Scarlet bofonchiò - … ho trovato un vecchio regolamento, era nelle segrete del municipio. Provvederò a distribuirvelo in settimana” rispose. Lo ringraziammo, tra le lacrime di Babù e le parolacce che Vì scagliava contro quell’anatra di Scarlet. Era quasi l’ora di andare a letto. Da giorni non andavo nella serra, da Tomelilla. Purtroppo mi fermò un tuono che si scaraventò sull’albero fuori alla porta di casa. Dalia e Cicero aprirono la porta per vedere cosa stava succedendo ma trovarono solo un uomo stramazzato in terra, con una barba folta e lunga.
Lo fecero entrare per prendere una tazza di camomilla, il signore sprofondò addormentandosi. Dalia e Tomelilla trovarono nella sua giacca un documento intestato a Jim. All’inizio non venne nulla alla loro mente, poi capirono che era tornato… con un aspetto nuovo, ma era lui, il nostro Jim. Così mettemmo una coperta sulle sue spalle e lo lasciammo li a dormire.
Corsi dalla bambine per raccontare loro una storia ma già dormivano beatamente, Pervinca con il pugno chiuso e Vaniglia con qualche lacrima agli occhi. Chiusi la finestra e mi misi anche io a dormire, dopo aver bevuto un sorso della camomilla, era stata una giornata faticosa.
“Sveglia!!!!”, Pervinca mi stava prendendo per le ali… odio quando fa così!!!
“E’ tardi, Felì!” mi riprese.
“Sisi… Jim…” farfugliai.
“Oh Felì non mi dire che hai bevuto la camomilla di mamma. Ci ho messo dentro un po’ di polvere magica addormentina!”.
Mi alzai e corremmo giù. C’erano Dalia, Cicero, Tomelilla e… Jim! Pervinca lo guardò e disse: “Chi è?”. Vaniglia dopo aver spalancato la bocca la brontolò “Come chi è??? E’, è… Jim!!!”.
Corse verso di lui e gli diede un bacio sulla folta barba gridando “Cosa ti è successo??? Racconta!!!”. “Forse è meglio lasciarlo riposare, oggi ci racconterà tutto…” brontolò Tomelilla. Vaniglia, triste per non poter stare con il suo ragazzo, camminò verso la scuola. Lasciai le bambine all’affido delle altre fatine. Dovevo correre all’ufficio postale. Gli sportelli erano ancora tutti chiusi così feci una passeggiata nel corridoio, quanti quadri c’erano. Vaniglia, Pervinca, io, Tomelilla, Dalia, Cicero, il signor Burdock, Acanti, Shirley…!
Ecco il signor Francis che mi aprì lo sportello. Era il numero tre. Presi una cartolina con l’immagine di Quercia e scrissi alla mia compagna del Regno delle Rugiade d’Argento. Francis mi fermò.
“Hai visto com’è graziosa la nuova arrivata? Sembra stia qui da anni!”.
Sorrisi.

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